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Donne e Architettura. Le progettiste che hanno cambiato il modo di progettare

8 marzo 2026 – Donne e architettura: visioni che hanno cambiato il modo di progettare

 

L’8 marzo non è soltanto una data simbolica, ma un momento di riflessione sul percorso che le donne continuano a compiere per ottenere pieno riconoscimento in ambito sociale e professionale. Nonostante i progressi degli ultimi decenni, persistono ancora disparità nei ruoli di leadership, nelle opportunità e nella visibilità professionale.

Anche il mondo dell’architettura riflette queste dinamiche. Le facoltà universitarie vedono oggi una presenza femminile significativa, ma nei grandi studi internazionali e nei progetti urbani di maggiore scala la famosa “quota rosa” resta ancora limitata. Eppure numerose progettiste hanno contribuito in modo decisivo a ridefinire linguaggi, metodologie progettuali e approcci allo spazio costruito.

Gae Aulenti: il dialogo tra storia e contemporaneità


Tra le protagoniste dell’architettura italiana del Novecento spicca Gae Aulenti, nota per la sua capacità di intervenire su edifici storici reinterpretandoli con sensibilità contemporanea.

Il progetto di trasformazione della Gare d’Orsay nel Musée d’Orsay di Parigi è uno degli esempi più riusciti di rifunzionalizzazione architettonica. Aulenti preserva la grande navata della stazione ottocentesca e inserisce nuovi volumi espositivi che organizzano il percorso museale senza alterare la monumentalità dello spazio originario.

Materiali sobri, controllo della luce naturale e una chiara gerarchia spaziale dimostrano come il restauro possa diventare un vero progetto architettonico, capace di coniugare memoria storica e funzionalità contemporanea.

Zaha Hadid: la potenza dell’architettura fluida


Se Aulenti rappresenta il rapporto con la storia, Zaha Hadid incarna la dimensione più sperimentale dell’architettura contemporanea.

Prima donna a ricevere il Premio Pritzker nel 2004, Hadid ha introdotto un linguaggio basato su geometrie dinamiche e superfici fluide rese possibili dalle tecnologie di progettazione parametrica.

Il MAXXI di Roma ne è un esempio emblematico: un sistema di gallerie intrecciate in cemento armato crea percorsi continui e prospettive mutevoli. L’uso di calcestruzzo modellato, lucernari lineari e strutture curvilinee dimostra come innovazione tecnologica e ricerca formale possano fondersi in un’architettura altamente espressiva.

Professioniste che stanno ridisegnando il panorama globale


Accanto a queste figure iconiche, molte colleghe internazionali stanno contribuendo all’evoluzione dell’architettura contemporanea.

Kazuyo Sejima, cofondatrice dello studio SANAA, sviluppa edifici caratterizzati da leggerezza strutturale, facciate vetrate e spazi quasi immateriali che dissolvono il confine tra interno ed esterno.

Lina Bo Bardi, protagonista dell’architettura modernista brasiliana, ha promosso una progettazione fortemente sociale. Il MASP di San Paolo, sospeso su pilastri in cemento armato, crea una grande piazza coperta pensata come spazio pubblico urbano.

Nel panorama contemporaneo si distingue anche Jeanne Gang, che ha introdotto nuove strategie per i grattacieli sostenibili. La Aqua Tower di Chicago utilizza balconi ondulati per migliorare ventilazione naturale, prestazioni energetiche e identità architettonica dell’edificio.

Uno sguardo al futuro


L’architettura contemporanea si confronta oggi con sfide cruciali: sostenibilità ambientale, qualità dello spazio urbano e innovazione tecnologica. In questo scenario il contributo femminile non rappresenta solo una questione di equità, ma una risorsa progettuale fondamentale.

Molti studi guidati da progettiste stanno esplorando nuovi approcci basati su progettazione partecipata, attenzione al benessere degli utenti e uso consapevole dei materiali – dal legno ingegnerizzato alle strategie passive di ventilazione e illuminazione.

L’8 marzo diventa quindi anche l’occasione per riconoscere il ruolo che queste progettiste hanno avuto – e continueranno ad avere – nel costruire città più inclusive, sostenibili e culturalmente ricche.